Dintorni

Numerose sono le cose da vedere, i posti da visitare, le persone da incontrare, ma tutte sapranno regalarti un'emozione unica ed irripetibile...

Itinerari Culturali

Monforte San Giorgio

Monforte San Giorgio e il Monte Marra
Monforte San Giorgio e il Monte Marra
Interno Chiesa Immacolata
Interno Chiesa Immacolata

Monforte San Giorgio è un piccolo Comune composto da tre frazioni, centro , la frazione montana di Pellegrino e la frazione marina di Monforte Marina. Al Centro una delle principali mete è sicuramente il "Monte Marra" che domina un'ampia vallata, dove alla base si sviluppa il centro abitato. Salendo sul colle, attraversando i vicoli del paese si possono visitare reperti archeologici come le grotte rupestri, ammirare esemplari di alberi di cipresso secolari e, arrivando sino in cima al colle trovare la Chiesa dell'Immacolata, ritrovo spirituale e luogo di culto molto vivo e antico, e i resti del Castello che testimoniano come, grazie alla sua posizione strategica e alle difese naturali, Monforte ebbe nel periodo medievale un importante funzione militare, e da quì ammirare un meraviglioso panorama delle Isole Eolie, della piana di Milazzo, i Monti Peloritani, e le fiumare Bagheria e Niceto.

Dalla Terrazza di Portaterra, oltre a godere di una vista del paese, si può ammirare il golfo di Milazzo, mentre dal Belvedere di Piano Rosario una splendida vista dei Monti Peloritani.

Panorama cima Monte Marra
Panorama cima Monte Marra

Da visitare inoltre, la Chiesa Madre, risalente al XIV secolo, dedicata a San Giorgio patrono del paese al cui interno, oltre alla splendida architettura, si possono ammirare varie opere tra cui lo "Sposalizio mistico di Santa Rosa"(1705) del pittore messinese Antonio Filocamo;il polittico di Antonello de Saliba, nipote di Antonello da Messina dipinto nel 1530 raffigurante la Madonna con Bambino, Cristo Risorto e Santi tra cui il Santo Patrono San Giorgio e la Compatrona Sant'Agata; "Coro e Cantoria", opera artigianale in noce della fine del XVI secolo; la "Madonna della Lettera" opera attribuita a Carlo Maratta (1625-1713); la "Cappella del SS. Sacramento" del 1596 recentemente attribuita a Giacomo Del Duca, scultore e architetto allievo di Michelangelo; la "Cappella di San Giorgio" con statua del Santo e tombe dei Moncada; la "Madonna della Candelora" e la statua della "Madonna della Consolazione" attribuibili alla scuola del Gagini (XVI secolo); e "San Giorgio e il Drago" del pittore Onofrio Gabrielli (1619-1706).

Da vedere anche i ruderi della "Chiesa della Trinità" risalente al 1666, gli antichi resti della "Chiesa di San Michele Arcangelo" del 1200 e il quartiere arabo Vetera.

Chiesa di S. Agata
Chiesa di S. Agata

Non deve mancare una visita alla "Chiesa di Sant'Agata" dedicata alla Santa compatrona di Monforte San Giorgio, accanto a cui si erge un campanile di epoca normanna, famoso per la "Campanata e Tammurinata di Sant'Agata" , ed una visita alla "Chiesa del Carmine" un tempo collegata ad un convento di monaci carmelitani (eretto nel 1547) e alla "Chiesa di S. Antonio" del XVII sec.

A Pellegrino, frazione montana di Monforte San Giorgio, è possibile visitare il Santuario della Madonna di Crispino, molto noto in tutta la provincia, che conserva l'opera, considerata uno dei migliori lavori dello scultore Antonello Gagini, "Madonna con Bambino"(1507), ed una teca in cui la tradizione vuole sia contenuto un "Capello della Madonna".

Processione Madonna di Crispino
Processione Madonna di Crispino


Monforte San Giorgio Festività&Eventi :

- "Campanata e Tammurinata di Sant'Agata":inizia il 17 gennaio e viene eseguita fino al 5 febbraio un'ora prima dell'alba e un'ora dopo il tramonto;

- "Katabba-Mille Anni di storia": rievocazione storico-culturale della liberazione di Monforte dai Saraceni per mano del Conte Ruggero, fine gennaio, inizio febbraio - a cura dell'Associazione Storico Culturale ed Artistica "Katabba";

- Festeggiamenti in onore di S.Agata:Processione religiosa prima settimana di febbraio;

- Via Crucis Vivente: Sacra Rappresentazione della "Passione di Cristo" per le vie del centro storico, Domenica delle Palme;

- La processione delle Varette: Venerdì Santo;

- Festeggiamenti in onore di S. Giorgio Martire: Processione religiosa, prima domenica di agosto;

- 'A campanata du' diciadotturi: concerto plurimo di campane, nelle prime tre settimane di agosto ogni sabato alle ore 14.00, nell'ultima settimana di agosto tutti i giorni alle ore 14.00;

- Festeggiamenti in onore de "Il Capidduzzo di Maria": il sabato antecedente la prima domenica di settembre;

- Festeggiamenti in onore della "Madonna di Crispino" : prima domenica di settembre;

- Presepe Vivente: Sacra Rappresentazione della Nascita di Gesù, periodo natalizio fino all'Epifania.


Taormina

Piazza IX Aprile
Piazza IX Aprile

Taormina è il gioiello turistico siciliano più conosciuto e celebrato al mondo. Con la sua posizione straordinaria, su una terrazza di roccia sul promontorio del Monte Tauro sospesa a duecento metri sul mar Ionio, questo "lembo di paradiso sulla terra" (Goethe, Viaggio in Italia 1787) gode anche di un vasto patrimonio storico, culturale e archeologico. 

Teatro Antico
Teatro Antico

D'obbligo quindi la visita al Teatro Antico di epoca romana, costruito sulle fondamenta di un teatro più antico di età ellenica, il secondo per grandezza in Sicilia dopo quello di Siracusa è il monumento meglio conservato e più importante della città. Rivolto verso il mare con un affascinante panorama sul litorale e sull' Etna, viene utilizzato per spettacoli e concerti. Da non perdere una passeggiata nella Villa Comunale, e se vi sentite in vena di shopping, perchè non approffittare dei negozi presenti nel centro storico.

Isola Bella
Isola Bella

A valle splendide da vedere sono: la mondana spiaggia di Mazzarò, la baia di Isolabella con il suo isolotto collegato alla riva da una lingua di sabbia, l'oasi di Capo Sant'Andrea ricca di macchia mediterranea e la Baia delle Sirene a Capo Taormina con i suoi imponenti faraglioni.

Del resto, a Taormina "si trova tutto ciò che sembra creato in terra per sedurre gli occhi, la mente e la fantasia" (Guy de Maupassant) .


Messina

Messina, la porta della Sicilia.

Sopra una lunga stele al centro del porto, la scultura della " Madonna della Lettera" dà il benvenuto con la scritta "Benediciamo voi e la votra città". Considerata, geograficamente, il centro del Mediterraneo, gode di una splendida posizione tra il mare e i monti Peloritani. Messina è un tutt'uno con il suo porto, e il suo Stretto è attraversato da due correnti, una discendente dal Tirreno allo Ionio e l'altra ascendente dallo Ionio al Tirreno che, ogni sei ore, invertono la direzione creando gorghi e mulinelli. Qui nel periodo tra Maggio e Settembre arrivano in branco i pescespada per accoppiarsi incrementando l'avventurosa pesca a bordo delle "feluche" che abili pescatori praticano tra canti, urla e preghiere.

La storia della città di Messina è tormentata da peste, colera,  fu distrutta in numerose occasioni da violenti terremoti e  maremoti e spesso ricostruita.

Orologio Astronomico - Messina
Orologio Astronomico - Messina

Il Duomo è sicuramente l'edificio più espressivo della città, dedicato a Santa Maria Assunta, di origine bizantina e ricostruito nel XII secolo e in varie occasioni successive. Mentre la facciata è originale e reca tre portali gotici. Il duomo è affiancato da un campanile alto circa sessanta metri, con al centro un orologio astronomico, con il quadrante del calendario e quello del sistema planetario, che entra in movimento ogni giorno a mezzogiorno mentre ogni quindici minuti vengono presentate diverse "allegorie" con diverse simbologie che danno vita ad episodi storici, religiosi riguardanti la città di Messina tra le quali alcune scene evangeliche come l'Epifania e la Pentecoste. L'orologio, considerato il più grande del mondo, fu realizzato nel 1930 a Strarburgo dai fratelli Ungerer.

Di fronte al Duomo,  secondo Bernard Berenson "la più bella fontana del Cinquecento Europeo", entra in scena la Fontana di Orione che rappresenta il trionfo di Orione che, come la mitologia narra sia stato il fondatore della città.

Adorazione dei Pastori - Caravaggio
Adorazione dei Pastori - Caravaggio

Da visitare le caratteristiche chiese sparse in tutta la città, tra le più importanti citiamo la Chiesa di San Francesco D'Assisi, la Chiesa di Cristo Re e il Santuario di Montalto votato alla Madonna delle Vittorie dove è custodito il "Trono" in marmo della Madonna scolpito nel 1915 dal marmista Munaò.

Degno di nota anche il Museo Regionale che custodisce al suo interno numerosi reperti ed opere di fama internazionale tra cui il "Polittico di San Gregorio" di Antonello da Messina, l'"Adorazione dei Pastori" e la "Resurrezione di Lazzaro" di Caravaggio.


Milazzo

Affascinante regina del mare, luogo che gli antichi Greci denominarono "Chersoneso d'oro" in omaggio alla sua bellezza, Milazzo giace su di un'esile penisola. Il mito ed i poeti narrano che sia stata la mitica terra degli armamenti del dio Sole, dimora di Polifemo ed approdo di Ulisse.

Lungomare Marina Garibaldi
Lungomare Marina Garibaldi

Milazzo è una città tutta da scoprire, invita a seguirla per conoscere i suoi segreti e scoprire il suo patrimonio storico di chiese e palazzi. Il centro cittadino, quello dove sorge il Palazzo Municipale in stile neoclassico, è il punto di partenza della splendida passeggiata a mare, la "Marina Garibaldi", che si protrae fino al caratteristico quartiere di "Vaccarella" con le miriadi barchette dei pescatori.

Il "Borgo" è la parte più vecchia della città e comprende la "cittadella fortificata" che con il suo Castello, domina dall'alto i quartieri medievali e tutti'intorno sorgono localini notturni dove trascorrere serate in compagnia di amici.

Il Castello di Milazzo
Il Castello di Milazzo

Il Castello di Milazzo è uno dei più importanti monumenti della Sicilia, entrato di diritto tra i Beni Nazionali e dell'Unione Europea ha una superficie che si estende per 7 ettari. Una fortezza difesa da molteplici cinte murarie e dal mare che la circonda, ha costituito nei secoli importante luogo di guardia e di controllo di uno dei punti più caldi delle coste siciliane, ricco quindi di storia e cultura. Le sue prime fortificazioni risalgono al 4000 a.C., edificato dai popoli greci, seguiti dei bizantini e dagli arabi, ampliato dai normanni e restaurato con nuove strutture da svevi e borboni. Di notevole interesse storico è il "Mastio", l'elemento più antico del castello con all'interno la storica sala del "Parlamento", la "Cinta spagnola", il " Duomo antico" di stile rinascimentale e il "Palazzo dei Giurati" sede della magistratura del '300. Nel 1928 fu ritrovata, ed è l'unico esemplare in tutta Europa, la gabbia delle torture contenente uno scheletro senza arti inferiori, custodita oggi come reperto nel Museo Criminale di Roma . Molto suggestivo è il disegno stilizzato in pietra lavica che si trova in uno degli angoli delle mura di cui si narrano diverse leggende che simboleggerebbe per alcuni uno scarabeo, con il sole che punta dritto sugli occhi dello scarabeo nel giorno dell'equinozio di primavera e quindi la conoscenza dell'evolversi delle stagioni, per altri un occhio di falco, che attraverso la simbologia egiziana indica inespugnabilità.

Nella salita che porta al Borgo sono presenti inoltre, numerosi edifici storico-religiosi tra cui il Santuario di S. Francesco di Paola, la Chiesa di San Rocco risalente al 1575, la Chiesa dell'Immacolata Concezione del 1640, la Chiesa del SS. Salvatore (1616), la Chiesa Nostra Signora del SS. Rosario eretta nel XVI secolo e sede del Tribunale dell'Inquisizione fino al 1782 e la Chiesa di San Giuseppe del 1565.

Baia del Tono
Baia del Tono

Per gli amanti del mare irrinunciabile un tuffo nel mare limpido della "Riviera di Ponente", un mare così spettacolare da aver ben poco da invidiare alle spiagge più belle del mondo...con il tratto di costa lungo circa 5 Km che giunge sino alla "Baia del Tono" ("Ngonia") accompagnata da una strada costiera che corre parallela al mare. La spiaggia di sabbia e ciottoli fa sì che l'acqua sia limpida e cristallina, permettendo di trascorrere delle rilassanti giornate al mare.

Capo Milazzo
Capo Milazzo

Capo Milazzo, lingua di terra che si estende per 5 Km nel mare Tirreno, ricco di calette, come la caletta "Croce di Mare" partendo dalla costa di Levante,  proseguendo con la "Cala Oliva" dominata dalla "Torre del Corvo" del XVI secolo, la "Cala del Pepe", la "Punta Ragno", "Punta Trifiletti" dove è possibile osservare la "Grotta dell'Oro" chiamata così in seguito alla fuga di prigioneri nobili milazzesi durante all'assedio spagnolo di Milazzo, che si narra fuggirono con una cassa d'oro dalla guarnigione austro-piemontese e si rifugiarono nella grotta prima di prendere il mare e corrompendo gli armigeri inviati per catturarli con "pugna di monete d'oro", e dove tra decine di altre baie e calette si giunge alla "Baia Renella" caratterizzata da un'incantevole spiaggia di sabbia bianca e all'estrema punta del promontorio con "Punta Messinese" dove si trova una piccola grotta denominata "Gamba di Donna" con delle splendide piscine naturali. 

Piscine Naturali-Laghetti di Venere
Piscine Naturali-Laghetti di Venere

Oppure visitare il promontorio di Capo Milazzo addentrandosi in percorsi naturalistici che permettono di scoprirne le bellezze ed ammirare uno dei panorami più belli della Sicilia con la città da un lato e il mare e Isole Eolie dall'altro. Oppure arrivare sino al Monte Trino, dove la leggenda ci tramanda dell'esistenza di un tempio pagano dedicato a Diana, Apollo ed Osiride, punto più alto del promontorio che sovrasta l'intera penisola, e dove sorge un'antica chiesetta dedicata alla SS. Trinità, oltrechè raggiungere, nella parte terminale del promontorio, la suggestiva Baia di Sant'Antonio dove troverete il seicentesco Santuario di S. Antonio da Padova, rifugio del Santo dopo il nubifragio sulle coste del Capo nel Gennaio del 1221.

Anche i fondali di Capo Milazzo sono molto interessanti per gli amanti delle immersioni e pesca subacquea, infatti la penisola con le sue pareti a strapiombo è ricca di anfratti ed archi, dove è facile incontrare, tra gli altri, l'Anthias (pesce tipico dei mari tropicali) ed il famoso "Corallo nero del Mediterraneo".

Tramonto da Capo Milazzo
Tramonto da Capo Milazzo

Al "Capo" è facile perdersi, come fosse un quadro impressionista, in sfumature d'azzurro, viola, rosa, arancione, e rosso, del più scenografico dei tramonti: il sole che scompare nel mare, con lo sfondo delle Isole Eolie...


Cefalù

Cefalù
Cefalù

Cefalù è una delle località tra le più caratteristiche della Sicilia. Frequentata località balneare sulla costa tirrenica con litorale di sabbia fine e con il suo pittoresco porticciolo, è incastonata tra il mar Tirreno e La Rocca. Centro del paese è il Duomo, monumento arabo-normanno architettonicamente imponente, come lo sono i mosaici in oro che rivestono l'abiside e le pareti laterali, opera di bizantini ed arabi .

Cefalù vista da una grotta della Rocca
Cefalù vista da una grotta della Rocca

Il medievale centro storico è fatto di  viuzze, cortili e scalinate che si intersecano come in un labirinto.

Per godere di uno spettacolare panorama dall'alto, ci vogliono buone gambe e un'ora di salita alla Rocca a piedi.

Itinerari Natura

Etna

Etna
Etna


L'Etna, Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco nel 2013 che lo ha definito come uno dei vulcani "più emblematici e attivi del mondo", con la sua altezza di 3300 metri s.l.m. e un diametro alla base di circa 40 km è il più alto vulcano attivo d'Europa. Dove turisti provenienti da tutto il mondo restano ammaliati da"Paesaggi Etnici", un'esperienza intensa ed indimenticabile che non ha eguali.

Etna
Etna

Intraprendere un'escursione sul vulcano, attraverso i diversi sentieri attrezzati, visitare le grotte di scorrimento lavico tra cui la Grotta del Gelo, chiamata così perché al suo interno è possibile trovare ghiaccio fossile perenne, ammirare gli Hornitos (i camini che si formano durante le colate, per azione dei gas e della lava) e visitare la Valle del Bove, una grande incisione di circa 7 km per 5 km, con pareti alte sino a 1.000 metri che pare abbia tratto origine dal collasso di parti di antiche pareti vulcaniche a causa di manifestazioni esplosive. 

Effettuare le escursioni fino alle zone crateriche autorizzate che permettono di raggiungere, con la telecabina e speciali mezzi fuoristrada, le zone della sommità del vulcano.

Esplorare il vulcano con la Ferrovia Circumetnea, a bordo di un treno che viaggia a meno di 30 km l'ora tra vigne e agrumeti e paesaggi poco noti ma di grande suggestione e fascino.

Ma l'Etna è anche un'attrezzatissima stazione turistica invernale, infatti la sua imponente altezza permette di avere neve abbastanza friabile quasi tutto l'anno, per poter assaporare bellissime sciate in compagnia di un bianco panorama che contrasta con l'azzurro del mare.

Tutte queste occasioni si prestano alla visita di chi ama vedere e vivere la vita a contatto con la natura più vera.


Le Gole dell'Alcantara

Gole Alcantara
Gole Alcantara

Le Gole dell'Alcantara sono una meta irrinunciabile per gli amanti della natura e degli itinerari naturalistici. Visitare le Gole significa entrare nelle viscere della terra, ammirando gli effetti di sensazionali fenomeni naturali. Il canyon delle gole, tra pareti rocciose alte fino a 50 metri, si è originato dal raffreddamento di colate laviche nell'acqua ghiacciata del fiume, dando origine a rocce dalle forme curiose. Per circa 25 metri è possibile addentrarsi nel tratto iniziale del percorso a valle, tra piccoli laghi e cascate di acqua purissima. Una spiaggetta all'imbocco delle gole è accessibile nella bella stagione, fino a che il livello dell'acqua non diventa troppo alto o turbinoso; ci si può anche immergere ma è consigliabile indossare una muta.

Sentiero delle Gole Alcantara
Sentiero delle Gole Alcantara

Per osservare il canyon da un altro punto di vista si può percorrere il Sentiero delle Gole che costeggia la sponda sinistra del fiume. Percorribile tutto l'anno è l'unico modo per visitare le gole anche d'inverno, quando l'acqua della spiaggetta è troppo alta. Si sviluppa lungo campi coltivati ad agrumeti per circa 1 km; facile e con pendenze moderate, offre affacci nei punti panoramici, come ad esempio la terrazza di Venere o il balcone delle Muse, da cui la vista è sublime. In alternativa, trekking fluviale e body rafting sono i modi più avventurosi per vivere l'esplorazione delle gole.


Riserva Naturale Orientata Fiumedinisi e Monte Scuderi

Rimarrete affascinati dall'alternanza di paesaggi, quest'area protetta riserva mille sorprese perchè ogni pianta, albero e roccia racconta la storia della natura dei Peloritani.

La Riserva Naturale Orientata di Fiumedinisi e Monte Scuderi è stata istituita nel 1998 ed è attualmente gestita dall'Azienda Foreste Demaniali. L'area protetta, di 4609,45 ettari, ricade nel territorio dei Peloritani Centrali, coinvolgendo i comuni di Ali Superiore, Itala, Fiumedinisi, Nizza di Sicilia, S. Pier Niceto, Monforte San Giorgio e S. Lucia di Mela. Nella riserva sono compresi diversi fiumi, valli fluviali percorsi da torrenti stagionali. Fra le valli si può citare quella degli Eremiti, un tempo frequentata da religiosi che vivevano in alcune grotte presenti nell'area, dove si trovano anche il Santuario della SS. Trinità, e la Valle dell'Acqua Menta  per la caratteristica presenza di numerose piante di menta. Nella riserva sono state ritrovate inoltre tracce di siti bizantini come ruderi di vecchie costruzioni e frammenti di ceramica. 

Monte Scuderi, alto 1256 m, è famoso, fin dall'antichità, per la presenza di minerali che, dal XV secolo venivano estratti a livello industriale come dimostra la presenza di diverse miniere, oggi inattive, di ferro, argento, piombo, zinco, tungsteno e rame. Grazie a questa caratteristica i Monti Peloritani sono detti anche Monti Metalliferi. 

La Riserva vanta una ricca flora e fauna. Tra la flora troviamo roverelle, castagni, noci, gelsi ed erica arborea. Sopra gli 800 metri si estendono aree con acero montano, agrifoglio e alloro. Non potevano mancare i ruscelli dove, sulle sponde crescono il pioppo nero, il salice, l'orniello, l'olmo campestre e l'alaterno. Il sottobosco è formato da oleandri, tamerici e ginestre. La fauna è composta per la maggior parte da gatti selvatici, volpi, martore, conigli selvatici, ricci,topograni di Sicilia, falchi pecchiaioli, aquile reali, falchi pellegrini, poiane, sparvieri, nibbi, gheppi, istrici, cinghiali... Interesse particolare riveste la presenza della coturnice siciliana, la cui protezione è stata una delle principali motivazioni per la realizzazione della riserva.


Isole Eolie

Le isole Eolie sono Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco dal 2000 nella sezione relativa al patrimonio naturalistico.

L'arcipelago eoliano è costituito da sette splendide isole di origine vulcanica: Lipari, Panarea, Vulcano, Stromboli, Salina, Alicudi e Filicudi e da alcuni isolotti e scogli affioranti da un mare azzurro, limpido e cristallino. 

L'incomparabile bellezza della natura selvaggia e incontaminata delle spiagge, delle calette, delle grotte, delle insenature e dei faraglioni, si aggiungono all'incomparabile varietà e ricchezza dei fondali marini, luoghi dove il tempo si ferma e ti fa sentire spettatore di mondo antico, caratterizzato da suoni e profumi che si infondono nell'anima e ti fanno sentire così minuscolo dinnanzi alla potenza della forza della natura mentre resti a bocca aperta e naso in sù, col fiato sospeso scosso da un brivido in attesa dello spettacolo di "Iddu" (vulcano Stromboli)

Enogastronomia

Un'enogastronomia che fa leva sulla qualità e tipicità dei prodotti del territorio Messinese

Vini

Vini DOC della Provincia di Messina: Vino Faro, Vino Mamertino, Vino Malvasia delle Lipari 

Gastronomia

Olio d'oliva         Pomodorini a scocca o pomodori ruccalori   

             Olive            Capperi di Salina          pane cunzato 

   Caponata eoliana      Maccheroni          Pasta al forno 'ncaciata  

Ragù con sarde, zafferano, pinoli, uva passa e finocchio selvatico

                     Spaghetti alla stromboliana con i capperi     

      Spaghetti al sugo di totani ripieni              Sarde a beccafico  

                Pasta con i ricci di mare         Pescestocco 'a ghiotta 

       Tortino di spatola                   Pesce spada cotto nel tegame 

                     Frutti di mare del Lago Faro e di Ganzirri      

 Involtini di pesce spada alla messinese          Salame S. Angelo  

    Braciolette alla messinese           Ricotta calda             Provole     

                   Tuma                    Pecorino              Maiorchino 

 Dolci

Pignolata        Cannoli di ricotta        Granite        Frutta martorana      Bianco&Nero         Sfinci            Cuddure            Vastiduzze                    Spicchiteddi            Paste di mandorla       Pesche dolci  Nzuddi         Piparelle            Torciglione messinese         Zuccarati

Un'assaggio e te ne innamorerai... 

Itinerari Religiosi

Tindari e il Santuario di Maria SS.ma del Tindari

Laghetti di Marinello

Santuario di Maria SS.ma del Tindari

Mosaico sito all'interno del Santuario del ritrovamento dei marinai tindarani
Mosaico sito all'interno del Santuario del ritrovamento dei marinai tindarani

La tradizione vuole che, una nave di ritorno dall'Oriente portasse nascosta nella stiva la statua della Madonna perché fosse sottratta alla persecuzione iconoclasta. Improvvisamente si levò una forte tempesta che costrinse la nave all'ormeggio nella baia del Tindari (oggi Marinello), ma al momento di ripartire l'equipaggio non riuscì a lasciare la baia, così pensò di alleggerire il carico, ma fu solo quando fu scaricata la cassa contenente il Simulacro della Vergine, che la nave poté riprendere il largo. I marinai locali della baia di Tindari recuperarono la cassa, la aprirono e con grande stupore in essa fu trovata la preziosa Immagine della Vergine e decisero di trasportare il Simulacro della Vergine nel luogo più alto della città di Tindari. Il colle, santificato dalla presenza della Madonna, divenne così il sacro mistico colle di Maria. 

Madonna Nera del Tindari
Madonna Nera del Tindari

Non si conosce l'autore della statua ma tenendo conto dello stile e che l'opera raffigura la Madonna seduta, mentre regge in grembo il Bambino,mentre tiene la destra sollevata, benedicente e porta sul capo una corona di tipo orientale, una specie di turbante decorato con arabeschi dorati, si potrebbe dedurre che essa risalga ad un'epoca posteriore al Concilio di Efeso in cui fu definita la maternità di Maria e quindi datare presumibilmente la statua tra il quinto e il sesto secolo e che la sua provenienza sia orientale. 

Oggi migliaia di fedeli pregano dinanzi alla Vergine per ricevere conforto, sostegno, aiuto e grazie. 

Santuario Maria SS.ma di Tindari
Santuario Maria SS.ma di Tindari

Il Santuario fu costruito, dal Vescovo di Patti Mons. Pullano con la collaborazione dei fedeli, accanto al vecchio Santuario (ricostruito nel 1598 dal vescovo Sebastiani, sulle rovine della primitiva chiesetta medievale, rasa al suolo, nel 1544, da Rais Dragut, pirata algerino) formando un'unico e grandioso Santuario, dedicato alla Madonna Nera con al suo interno custodita e venerata la scultura in legno di cedro. Il 25 maggio 1923 il Santuario fu visitato dal Card. Angelo Roncalli, che divenne poi Papa Giovanni XXIII. Anche Giovanni Paolo II, il 12 giugno 1988 ha compiuto il suo pellegrinaggio al Santuario di Tindari, qui il Santo Padre ha pregato dinanzi alla Madonna Bruna e si è incontrato con oltre 60.000 fedeli.

La festa della Madonna del Tindari si celebra ogni anno il 7-8 settembre. 

Tindari

La città greca "Tyndaris" fu fondata nel 396 a.C. da Dionigi di Siracusa e considerata caposaldo del suo dominio sulla costa tirrenica, ma nei secoli la città è stata teatro di molteplici eventi storici come, per esempio, "La Battaglia di Tindari", battaglia navale della prima guerra punica tra l'Antica Cartagine e la Repubblica Romana, e la conquista da parte degli arabi nel IX secolo d.C, e ancora ricordata come vittima dell'ingordigia di Verre (descritte da Cicerone nelle Verrine) e per la poesia di Salvatore Quasimodo "Vento a Tindari". 

Insulae Romana - Tindari
Insulae Romana - Tindari

A Tindari differenti culture si sono incontrate e sovrapposte. Per questo motivo camminare tra le strade della città permette quasi di effettuare un viaggio nel tempo. I resti dell'antica Tyndaris, imponenti ed importanti, testimoniano la sua passata grandezza: le ampie mura perimetrali della città, la basilica, l'insula romana con le sue terme, tabernae e case e vie con importanti mosaici (in particolare una casa patrizia). Da visitare anche il museo che conserva reperti archeologici di grande interesse. 

Anfiteatro Greco- Tindari
Anfiteatro Greco- Tindari

Di spicco è l'Anfiteatro Greco, risalente alla fine del IV secolo e ristrutturato in epoca romana ma che ospita ancora oggi festival di musica, danza e teatro.

Laghetti di Marinello

Laghetti di Marinello
Laghetti di Marinello

Ai piedi del colle, dove sorge il Santuario della Madonna Nera, si estende la Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello, i Laghetti, raggiungibili a piedi dalle spiagge di Oliveri, sono piccoli specchi d'acqua sui i quali viene narrata una leggenda circa l'assunzione di una forma simile ad una donna velata di profilo, nella quale i fedeli scorgono la Madonna del Santuario. Si dice infatti che una signora, avendo la figlia gravemente malata, pregò e face voto per la guarigione della figlia rivolgendosi alla Madonna del Tindari. Ottenuta la grazia si reca al Santuario, per ringraziare la Madonna, ma non volle affidarsi ad una Vergine bruna e delusa esclamò: "Aiu vinutu di luntana via, ppi vidiri a una cchù ladia di mia" (Sono partita da lontano per vedere una più brutta di me), ma mentre lasciò la figlia incustodita quest'ultima cadde dalla cima del promontorio. Così la madre ritornò a pregare la Vergine bruna: "Se siete voi la miracolosa Vergine che la prima volta mi avete salvata la figlia, salvatela una seconda volta". Miracolosamente la bambina, fu salvata dal ritirarsi delle acque che lasciarono il posto ad un piccolo arenile di sabbia soffice formatosi improvvisamente e fu ritrovata che giocava da un marinaio. La madre commossa ringrazia la Madonna esclamando: "Veramente voi siete la gran Vergine miracolosa".

Ma altre leggende avvolgono Tindari: si narra che proprio qui, morì papa Eusebio, mentre altro mito vede come protagonista la "Grotta di Donna Villa", cavità naturale a strapiombo sul mare all'interno della quale sono presenti formazioni di stalagmiti e stalattiti, che si sostiene sia stata l'abitazione di una perfida maga, chiamata Donna Villa, che attirava i naviganti con il suo canto melodioso, così come le sirene di Ulisse, per poi divorarli e se qualcuna delle prede le resisteva, per la rabbia affondava le sue dita nella parete rocciosa creando dei fori, visibili numerosi ancora oggi  in prossimità dell'ingresso della grotta.  


Santuario della Madonna di Dinnammare 

Santuario Madonna di Dinnammare
Santuario Madonna di Dinnammare
Altare Santuario di Dinnammare con la stele marmorea della Madonna
Altare Santuario di Dinnammare con la stele marmorea della Madonna

Sui Monti Peloritani, a 1130 s.l.m., si erge Dinnammare, dove nell'omonimo santuario è conservata l'immagine marmorea della Vergine Maria, in trono tra due delfini. Due sono le leggende che raccontano l'inizio del culto della Madonna di Dinnammare: la prima vede narrare di come nella spiaggia di Mare Grosso a sud di Messina, dei pescatori videro un'icona raffigurante la Vergine col Bambino portata a riva sul dorso di due delfini (definiti anche due mostri marini), e quindi i pescatori commossi deposero il dipinto nell'antico tempietto sul monte Dinnammare; la seconda invece vede protagonista un pastorello di buoi che si imbatté in una tavoletta di marmo alta 2 palmi e larga 1 palmo e mezzo, la portò a casa ma la mattina seguente non la trovò più dove l'aveva riposta, bensì nel posto dove l'aveva trovata il giorno prima. Questo per ben due volte. Saputo ciò, il parroco del paese volle che la tavoletta venisse custodita in chiesa ma, la mattina seguente, il pastorello la ritrovò ancora sul monte. Era troppo manifesto che la Madonna volesse stare lassù e così, la stele, venne murata sull'altare della chiesetta in cima al monte.

Quadro Madonna di Dinnammare
Quadro Madonna di Dinnammare

Per antica tradizione ogni anno, iniziando il pellegrinaggio alla mezzanotte del 3 agosto, il dipinto della Madonna viene portato in processione da Larderia al Santuario di Dinnammare e prima che sorga il sole, il quadro è già collocato sull'altare del Santuario montano e vi rimane sino alla mattina del giorno seguente. Nel pomeriggio e durante la notte miriadi di pellegrini visitano il Santuario con ceri in mano e, spesso scalzi, per voto.

Dopo l'ultima messa del giorno 5, il Quadro, chiuso in una scatola di legno, viene portato, tra canti e Viva Maria, alle falde di Dinnamare, dov'è la Chiesa di San Biagio. Da qui, nel pomeriggio del 5 Agosto, viene portato in processione per le vie di Larderia, nella cui chiesa parrocchiale, la mattina si svolgono le funzioni solenni.

Dalla vetta in cui è sito il Santuario è possibile ammirare il mar Ionio e il Tirreno, la città di Messina. Sul versante Tirrenico invece è possibile vedere Milazzo e le Isole Eolie. 

Fonte Testi ed Immagini WEB

… e si arriverà smarriti a capire che forse una vacanza per tutto questo non basterà mai...